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Ti chiamano angelo nero, angelo della morte
ma il messaggero assolve un compito
per natura o sorte
e paga l’ignoranza di chi vede solo un colore
della pelle che non si sceglie
è cucita addosso
e in te vedo gli aghi del dolore
ma per il tuo valore queste mie parole
non saranno volte ad aumentare le denunce
di chi giudica e poi fugge
perché da San Tommaso
ho con mano toccato che un angelo
se è lì per salvarti ti illumina con gli occhi
perché magari non è tardi
e non è tardi forse nemmeno per il mondo
per cambiare direzione, cambiare angolazione
ma immagina lo sfondo se come per incanto
quello che speriamo divetasse perfezione
perche il vero peccato è non rendersene conto
noi che siamo l'esempio di questo maledetto inganno
tu il nero lo porti addosso, io dentro
dentro quelle sere
le nostre chiacchiere e un bicchiere
per pian piano poi scoprire
che non è la marijuana ma la stessa domanda
quel filo comune
chiamami pazza ma io ci spero
sennò in questa vita in che cazzo credo
se non che nella libertà di essere sè stesso
che si comprende meglio il concetto di diverso
ti dico grazie, a presto
chissà se ci rincontreremo un giorno
quando non ci sarà più bisogno di pagare un prezzo.